Come rendere i frutti pronti per l’esportazione: la verità sull’essiccazione a raggi infrarossi Se volete spedire frutti essiccati all’estero, conoscete bene le difficoltà legate a questo processo. È necessario mantenere livelli di umidità precisi, ma se si utilizza troppo calore, i frutti rischiano di bruciarsi e quindi nessuno vorrà acquistarli. È un equilibrio delicato da mantenere. Ecco dove entrano in gioco i nostri radiatori a raggi infrarossi. Li progettiamo appositamente per affrontare le elevate esigenze legate alle linee di produzione continue. Parliamo di potenza A seconda della vostra location, le nostre unità funzionano a una tensione compresa tra 220V e 400V. Il vantaggio di una tensione più alta è che permette di concentrare più watt in uno spazio minore. Per voi ciò significa che il calore si distribuisce più rapidamente e i tunnel di essiccazione possono essere più corti. In questo modo si risparmia spazio e tempo. Un consiglio: assicuratevi che i pannelli di controllo siano in grado di gestire la corrente richiesta da queste lampade. Altrimenti, potreste dover interrompere il funzionamento delle macchine proprio nel momento cruciale della produzione. Perché il quarzo è importante All’interno delle lampade utilizziamo vetro di quarzo ad alta purezza per proteggere i filamenti di tungsteno. Questo non serve solo per garantire durata maggiore, ma anche perché il quarzo permette ai raggi infrarossi a breve lunghezza d’onda di passare attraverso di esso. In questo modo il calore penetra profondamente nella polpa dei frutti, eliminando l’umidità presente al loro interno. E se lavorate con frutti ad alto contenuto di zucchero, che tendono a caramellarsi troppo velocemente? Abbiamo soluzioni per regolare lo spettro termico, così da evitare che i frutti vengano rovinati. Mantenere la linea di produzione in funzione Niente rovina una giornata di lavoro quanto una lampada guasta che richiede tre ore per essere sostituita. Anche noi odiamo questa situazione. Ecco perché utilizziamo connettori standard come R7 o Sk15: sono praticamente “pronti all’uso”. I tecnici possono sostituire le lampade in pochi minuti, permettendo così alla linea di produzione di continuare a funzionare. Un ultimo consiglio: questi radiatori emettono una grande quantità di calore. Se la struttura che contiene i radiatori non dispone di una buona ventilazione, il calore rimane intrappolato lì. Se ciò accade per troppo tempo, i cavi elettrici potrebbero essere danneggiati. Il mio consiglio è di far controllare periodicamente i punti di contatto per eventuali segni di ossidazione, ogni 500 ore. È un controllo semplice, ma che può evitare problemi molto gravi in futuro.